Morfologia
L’anatomia degli Artropodi è abbastanza complessa: essi si dividono prevalentemente in due parti: il cefalotorace e l’opistosoma. Al cefalotorace sono annesse diverse componenti fondamentali del ragno, come gli occhi, i cheliceri, le ghiandole del veleno, i pedipalpi e le zampe, fondamentali per i movimenti del nostro animale. Nel suo interno sono presenti lo stomaco, i gangli (corrispondenti al nostro sistema nervoso) e le ghiandole del veleno. Nell’opistosoma sono invece annesse le filiere, necessarie per la secrezione delle ragnatele usate dal ragno per intrappolare la preda ed, in profondità, il cuore, contenente l’emolinfa (corrispondente al nostro sangue), l’intestino, l’ano, i polmoni a libro, le ovaie, la spermateca (nelle femmine), le ghiandole della seta ed infine le già citate filiere.

La muta
Anche questo capitolo è di fondamentale importanza per la salute del nostro animale, ma può essere facilmente superato con un po’ di attenzione.
Fondamentalmente il presupposto di una buona muta è un adeguato livello di umidità all’interno del terrario per tutta la sua durata, che può variare a pochi giorni, con esemplari giovani, fino a qualche mese per quelli più anziani.
I primi sintomi di una muta sono evidenti: il nostro ragno smetterà di mangiare, ignorando il cibo da noi proposto (che noi provvederemo a togliere subito dal terrario) e comincerà a perdere dei peli nella parte inferiore dell’opistosoma. Normalmente la muta avviene cosi: il ragno tesserà un gran numero di ragnatele attorno al posto prescelto, e una volta stese vi si porrà sopra a zampe verso l’alto, restando in questa posizione fino al momento della fuoriuscita dal vecchio esoscheletro.
Terrario
La scelta del tipo di terrario e il suo arredamento è sempre molto difficile, ma con alcuni consigli può risultare più semplice, soprattutto per i neofiti.
In genere è consigliabile allevare i ragni in terrari di vetro, in quanto sono più resistenti e mantengono meglio l’umidità, ma anche con un fauna box di buona fattura si possono ottenere buoni risultati, magari chiudendo parte delle aperture con della pellicola trasparente, per ridurre il circolo dell’aria.
Il terrario non deve essere troppo ampio rispetto alle dimensioni della tarantola, in quanto essa deve essere sempre in controllo del proprio territorio, e avendo una superficie troppo ampia da controllare può soffrire di stress e quindi debilitarsi.
Il riscaldamento deve essere sempre presente, personalmente mi trovo molto bene con i tappetini riscaldanti, in quanto raggiungono comodamente le temperature richieste, e piazzandoli a metà della superficie del terrario si ottiene anche una buon gradiente di temperatura al suo interno.
Non deve essere in nessun caso presente l’illuminazione, in quanto i ragni sono animali notturni e molto sensibili alla luce del sole.
Il substrato è una cosa molto importante all’interno del terrario, e da questo dipenderà la possibile presenza di muffe od acari al suo interno. E’ consigliato uno strato di vermiculite, in quanto assicura una ottima tenuta di umidità associata ad una pressoché nulla tendenza a formare muffe o altri pericoli per la salute della tarantola. Anche la torba sterile può essere un buon sostituto, ma a causa della sua natura organica è possibile che possa portare muffe od acari, e andrebbe sostituita abbastanza spesso.
Un consiglio per mantenere alta l’umidità del terrario è quello di porre il contenitore dell’acqua nella zona più calda di esso, in modo da farla evaporare in parte. Inoltre è consigliato porre dei sassolini all’interno del contenitore stesso, per evitare di fare annegare le eventuali prede presenti o addirittura il nostro animale.
Possibili malattie
Questo può essere considerato l’aspetto più spiacevole dell’allevamento delle migali, in quanto fornire loro le migliori cure è molto difficile, quindi è bene cercare di evitare eventuali pericoli fin da subito, a partire dal substrato e le condizioni ambientali.
Un problema piuttosto diffuso è quello degli acari, piccoli aracnidi che si annidano nelle nostre case e, una volta trovato il nostro ragno, difficilmente se ne separeranno. Il problema principale della cura da questi animaletti è che essi sono della stessa classe dei nostri beniamini, e un eventuale antiparassitario colpirebbe entrambi; una possibilità è quella di usarne una minima dose, che possa essere letale per i piccoli acari e non troppo dannosa per il nostro più forte ragno.
Un altro spiacevole inconveniente che può capitare nell’allevamento delle migali è quello della muta anormale od incompleta, dovuto prevalentemente ad un errato livello di umidità all’interno del terrario. Può succedere infatti che qualche parte del ragno resti intrappolata nel vecchio esoscheletro e che quindi venga amputata; normalmente questo non porta grandi problemi al ragno, specialmente se la perdita è di una sola zampa, che nel giro di poche mute tornerà in azione; se persa in esemplari giovani la differenza rispetto alle zampe originali sarà pressoché nulla, negli adulti invece sarà evidente, in quanto la zampa sostitutiva sarà più piccola e meno forte delle altre, ma comunque efficiente.
Alimentazione
Questo capitolo è molto importante per la salute del nostro beniamino, visto che da esso dipenderà in maggior parte il suo stato di salute.
E’ consigliato alimentare le tarantole con gli insetti, in quanto facili da allevare nelle nostre case, evitando cosi il pericolo di contaminare il nostro ragno; la dieta può essere molto varia, svariando dai grilli (che comunque ne comporranno la maggior parte) e camole a blatte o addirittura i piccoli dei topi, detti pinky dagli Americani. In alternativa ai topolini è possibile alimentare i ragni con carne cruda, per esempio il cuore di bovino.
Longevità
Nei ragni la longevità varia notevolmente a seconda del sesso dell’animale: i maschi infatti una volta raggiunta la maturità sessuale non sono più in grado di effettuare mute, e cosi dopo poco cessano di vivere. Le femmine invece hanno un lasso vitale molto più ampio, che può arrivare fino ai 20 anni. Anche le condizioni climatiche influenzano la longevità dei ragni: quelli terrestri provenienti da zone nelle quali l’escursione termica tra le varie stagioni è più alta vivono, di più, perché durante i periodi più freddi essi cessano le loro attività e quindi anche la crescita. Viceversa quelli arboricoli provenienti da paesi caldi tutto l’anno vivranno meno, avendo un metabolismo più accelerato.
La riproduzione
Questo capitolo sarà molto utile per tutte le persone che, una volta raggiunto un buon livello di esperienza, vorranno ampliarla provando a fare accoppiare i propri animali.
L’accoppiamento in sé non presenta molte difficoltà, tranne quella di trovare una femmina ricettiva e fresca di muta contemporaneamente ad un maschio che abbia raggiunto la maturità sessuale.
Se abbiamo a disposizione entrambi possiamo cominciare il nostro tentativo.
Bisognerà procedere in questo modo: è consigliabile presentare alla femmina un pezzo di tela spermatica (che il maschio costruisce per deporre il proprio sperma, per poi usarlo nel caso si presenti una femmina ricettiva) perché, attraverso i feromoni, la sua possibile compagna capisca che non si tratta di uno spuntino. Fatto questo si può introdurre il maschio nel terrario della femmina; presto lui comincerà il corteggiamento; se questo avrà effetto vi sarà l’accoppiamento, consistente nell’inserzione dei bulbi papali nella spermateca della femmina. A questo punto sarà opportuno separare i due in modo rapido, visto che non di rado la femmina attacca il maschio. Per maggiore sicurezza si potrà ripetere il procedimento per alcune volte.
Se tutto sarà andato per il verso giusto la vostra femmina sarà gravida: a questo punto alcune specie rifiuteranno il cibo, altre no, mantenendo quindi il loro appetito di sempre. Col passare del tempo l’opistosoma della futura mamma si ingrosserà, per poi mettere al mondo le proprie uova, dopo un periodo di gestazione che varia dai 3 ai 11 mesi, a seconda delle condizioni ambientali e dalla specie del ragno. Una volta deposte le uova, esse verrano involte in uno spesso bozzolo di tela, per proteggerle da eventuali aggressori. Questa situazione durerà dai 3 ai 5 mesi in media, fino a quando tanti piccoli ragni usciranno dal bozzolo, impazienti di fare la loro prima muta e cominciare, dopo la seconda, a nutrirsi. A questo punto non ci rimane che separare i piccoli dalla madre, in quanto potrebbe attaccarli, non essendo in grado di offrirli cure parietali.
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